Il Tempo: Minniti (MedOr): "Con blocco Hormuz shock petrolifero senza precedenti"
Roma, 13 mar. (Adnkronos) - "Il blocco dello Stretto di Hormuz ha portato a uno shock petrolifero senza precedenti. L'Agenzia Internazionale per l'Energia (Aie), di fronte allo shock storico più grave della storia recente, ha dovuto sbloccare 400 milioni di barili dalle riserve, confermando un punto cruciale: in questo mondo interconnesso, colpire le grandi vie di comunicazione e utilizzare i cosiddetti 'colli di bottiglia' (choke points) può portare al collasso dell'economia mondiale". Così Marco Minniti, presidente della Fondazione MedOr, intervenendo in videocollegamento a LetExpo 2026 - la manifestazione fieristica organizzata da Alis Service in collaborazione con Veronafiere - ha sottolineato come lo shock petrolifero causato dalla chiusura dello Stretto mette a rischio la tenuta delle economie occidentali. Il blocco, causato dalla strategia iraniana di "produrre il massimo caos possibile, colpendo Paesi come l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e il Qatar, rappresenta un segnale chiaro: nel momento in cui si colpisce l'Iran, si avvia una fase di destabilizzazione mondiale", commenta Minniti.
Hormuz e lo shock energetico, dunque il problema degli approvvigionamenti e dello scambio di merci. In questo scenario, qual è il ruolo di due grandi colossi come Russia e Cina? Minniti osserva: "A loro è stata consegnata una grande opportunità. Con lo shock energetico la Russia, produttrice di petrolio e gas, ha messo in campo un'offerta all'Europa per riprendere i rapporti di collaborazione interrotti drammaticamente con l'invasione dell'Ucraina. E in questo contesto, la Russia assume un ruolo da protagonista. La Cina - aggiunge - vede una sfida cruciale: più c'è disordine nel mondo e più viene meno il diritto internazionale, più sarà facile per loro riprendersi Taiwan, che resta l'obiettivo strategico fondamentale", le sue parole.
Minniti (MedOr): "Hormuz blockade unprecedented oil shock"
Rome, March 13 (Adnkronos) - "The Hormuz Strait blockage has led to an unprecedented oil shock. The International Energy Agency (IEA), facing the most serious historical shock in recent times, has had to release 400 million barrels from reserves, confirming a crucial point: in this interconnected world, striking major transport routes and using so-called ‘choke points’ can lead to the collapse of the global economy.” Thus, Marco Minniti, President of the MedOr Foundation, speaking via video link at LetExpo 2026 - the trade fair organized by Alis Service in collaboration with Veronafiere - emphasized how the oil shock caused by the closure of the Strait puts Western economies at risk. The blockage, caused by Iran’s strategy of “producing the maximum possible chaos, targeting countries like Saudi Arabia, the United Arab Emirates and Qatar,” represents a clear signal: “when Iran is targeted, a phase of global destabilization begins,” comments Minniti.
Hormuz and the energy shock, therefore, the problem of supplies and trade. In this scenario, what is the role of two major giants like Russia and China? Minniti observes: “They have been given a great opportunity. With the energy shock, Russia, producer of oil and gas, has put an offer to Europe to resume dramatically interrupted collaboration relations with the invasion of Ukraine. And in this context, Russia takes a leading role. China – he adds – sees a crucial challenge: the more disorder there is in the world, the less the rule of international law is respected, the easier it will be for them to regain Taiwan, which remains the fundamental strategic objective,” he said.
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Agenzia Nova: Medio Oriente: Qatar condanna attacchi israeliani in Libano
13 mar 04:30 - (Agenzia Nova) - Il Qatar ha condannato con fermezza gli attacchi israeliani nel sud del Libano, definendoli una "palese violazione... (Res)
Middle East: Qatar condemns Israeli attacks in Lebanon
March 13 04:30 - (Agenzia Nova) - The Qatar has strongly condemned the Israeli attacks in southern Lebanon, describing them as a “blatant violation… (Res)”
Adnkronos - ultimoratop: Qatar, allarme missili in tv durante... la Champions League
(Adnkronos) - Il commento delle partite degli ottavi è stato interrotto dallo squillo dei cellulari in studio
Qatar, missile alarm on TV during… the Champions League
(Adnkronos) - The commentary of the eighth-round matches was interrupted by the ringing of cell phones in the studio.
Il Fatto Quotidiano: Modello Venezuela e rischi per i Paesi del Golfo: perché Trump ha chiesto a Israele di non colpire gli impianti energetici in Iran
Per la prima volta dall’inizio degli attacchi contro l’Ira gli Stati Uniti richiamano Israele provando a porre delle restrizioni alle azioni dell’alleato. Gli Usa, secondo quanto riporta Axios, hanno infatti chiesto al governo guidato da Benjamin Netanyahu e all’esercito di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane.
Il messaggio di Washington, scrive Axios citando tre fonti a conoscenza della questione, è stato recapitato a un alto livello politico e al capo di stato maggiore delle Idf, Eyal Zamir. Una richiesta argomentata con tre motivazioni. L’amministrazione guidata da Donald Trump, innanzitutto, pensa già al dopoguerra: l’obiettivo Usa è quello di cooperare con il settore petrolifero iraniano. In pratica applicare il modello Venezuela dove il petrolio, nell’era del dopo Nicolàs Maduro, è direttamente controllato dagli Stati Uniti.
Il secondo motivo è sia quello di evitare attacchi che possano danneggiare la popolazione iraniana e il timore di un incontrollato aumento dei prezzi del petrolio. Anche perché gli Stati Uniti temono – e questo è il terzo punto – che i raid contro gli impianti petroliferi iraniani possano innescare una potente rappresaglia dei Pasdaran contro le infrastrutture energetiche dei vicini Paesi del Golfo.
Proprio oggi (martedì 10 marzo), all’undicesimo giorno di guerra in Medio Oriente, il Qatar ha affermato che l’Iran continua gli attacchi contro le sue infrastrutture civili e ha messo in guardia sulle conseguenze economiche globali dei raid, anche di quelli di Usa e Israele: “Gli attacchi contro gli impianti energetici che hanno avuto luogo da entrambe le parti costituiscono un precedente pericoloso e avranno ripercussioni in tutto il mondo”, ha sottolineato il portavoce del ministero degli Affari esteri del Qatar, Majed al-Ansari.
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Venezuela Model and Risks for Gulf Countries: Why Trump Asked Israel Not to Strike Iranian Energy Facilities
For the first time since the attacks against Iran began, the United States is calling Israel, attempting to impose restrictions on the actions of the ally. The US, according to Axios, has asked the government led by Benjamin Netanyahu and the Israel Defense Forces army to halt attacks on Iranian energy infrastructure.
The message from Washington, Axios writes, citing three sources familiar with the matter, was delivered at a high political level and to the Chief of Staff of the IDF, Eyal Zamir. A request based on three justifications. The administration led by Donald Trump, firstly, is already thinking about the post-war period: the US goal is to cooperate with the Iranian oil sector. In practice, applying the Venezuela model, where oil is directly controlled by the United States in the era of Nicolás Maduro.
The second reason is to avoid attacks that could damage the Iranian population and the fear of an uncontrolled increase in oil prices. This is also because the United States fears – and this is the third point – that raids against Iranian oil facilities could trigger a powerful retaliation by the Basij against the energy infrastructure of neighboring Gulf countries.
Just today (Tuesday, March 10th), on the eleventh day of war in the Middle East, Qatar stated that Iran continues to attack its civilian infrastructure and warned about the global economic consequences of the raids, including those by the US and Israel: “The attacks on energy facilities that have taken place on both sides constitute a dangerous precedent and will have repercussions worldwide,” said the spokesman for the Qatari Foreign Ministry, Majed al-Ansari.
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Il Tempo: “Attacchi missilistici dell'Iran calati del 90%”. Ma 100 droni al giorno colpiscono ancora
L'Iran sta prendendo di mira sistemi radar e di difesa aerea in diversi Paesi del Golfo Persico, tra cui Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Bahrain, Kuwait e Arabia Saudita. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, analisti e immagini satellitari. Gli attacchi, considerati ritorsioni contro i bombardamenti di Stati Uniti e Israele, avrebbero ridotto la capacità delle forze americane e alleate di monitorare i missili in arrivo. Le immagini satellitari mostrano danni a installazioni strategiche, tra cui un radar di allerta precoce presso la base aerea di Al-Udeid in Qatar, sede della più grande struttura Usa nella regione, e un radar Tpy-2 collegato a una batteria Thaad in Giordania. Sono state colpite anche le cupole radar a Camp Arifjan in Kuwait, le schiere di antenne per comunicazioni satellitari presso il quartier generale della Quinta Flotta Usa in Bahrain e un radar alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita.
Funzionari statunitensi hanno assicurato al Wsj che le difese rimangono pienamente operative e che sono in fase di dispiegamento nuovi intercettori e apparecchiature. L'ammiraglio Brad Cooper ha dichiarato che dall'inizio del conflitto gli attacchi missilistici sono diminuiti di circa il 90% e quelli con droni dell'83%, anche se oltre 100 droni continuano a colpire quotidianamente gli Emirati Arabi Uniti. Gli esperti sottolineano che gli attacchi evidenziano la vulnerabilità dei radar avanzati e la difficoltà di difendersi da una gamma completa di minacce aeree, dai missili ai droni.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno inoltre riferito all'agenzia Fars di aver attaccato con droni e missili la base aerea di Al-Adiri in Kuwait. I vigili del fuoco del piccolo Paese del Golfo hanno annunciato su X che due pompieri sono "morti in servizio" senza specificare le circostanze dell'incidente. In precedenza le autorità del Kuwait avevano comunicato che erano in corso le operazioni di spegnimento di un incendio presso un deposito di carburante nell'aeroporto. Secondo Fars, l'attacco dei pasdaran ha distrutto un centro di riparazione di elicotteri statunitensi, depositi di carburante e un centro di comando. "Dopo questa ondata di attacchi, un terribile rogo si è sviluppato nella base e un denso fumo nero sta ancora salendo da questa base e può essere visto da lontano", afferma l'agenzia iraniana.
Iranian missile attacks down 90%. But 100 drones per day still strike.
Iran is targeting radar and air defense systems in several countries in the Persian Gulf, including Qatar, the United Arab Emirates, Jordan, Bahrain, Kuwait, and Saudi Arabia. This is reported by the Wall Street Journal, citing U.S. officials, analysts, and satellite imagery. The attacks, considered retaliation for the bombing by the United States and Israel, have reduced the ability of American and allied forces to monitor incoming missiles. Satellite imagery shows damage to strategic installations, including an early warning radar at Al-Udeid Air Base in Qatar, the location of the largest U.S. facility in the region, and a Tpy-2 radar linked to a Thaad battery in Jordan. Radar domes at Camp Arifjan in Kuwait, satellite communication antenna arrays at the U.S. Fifth Fleet headquarters in Bahrain, and a radar at Prince Sultan Air Base in Saudi Arabia were also struck.
U.S. officials assured the WSJ that the defenses remain fully operational and that new interceptors and equipment are being deployed. Admiral Brad Cooper stated that since the beginning of the conflict, missile attacks have decreased by approximately 90% and drone attacks by 83%, although over 100 drones continue to strike the United Arab Emirates daily. Experts point out that the attacks highlight the vulnerability of advanced radar systems and the difficulty of defending against a full range of aerial threats, from missiles to drones.
The Islamic Revolutionary Guard Corps of Iran also reported attacking the Al-Adiri Air Base in Kuwait with drones and missiles. The firefighters of the small Gulf country announced on X that two firefighters are “died in the line of duty” without specifying the circumstances of the incident. Previously, Kuwaiti authorities had announced that firefighting operations were underway at a fuel depot at the airport. According to Fars, the Pasdaran’s attack destroyed a U.S. helicopter repair center, fuel depots, and a command center. “After this wave of attacks, a terrible fire developed in the base and a dense black smoke is still rising from this base and can be seen from afar,” the Iranian agency states.
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Il Tempo: “Amo l'Italia, Meloni una grande leader”. Trump elogia la premier e scarica Londra e Madrid
"Amo l'Italia, penso che sia una grande leader. Cerca sempre di aiutare, è un'ottima leader ed è una mia amica": Donald Trump elogia Giorgia Meloni mentre scarica Londra e Madrid. Il presidente degli Stati Uniti sulle pagine del Corriere della Sera parla alla stampa italiana e al paese tessendo le lodi del Presidente del Consiglio e parlando della guerra mediorientale. Il Tycoon nella sua telefonata con il quotidiano di via Solferino sottolinea il clima disteso con Palazzo Chigi durante la recente crisi e la sintonia che domina con Roma. Approva la strategia scelta dal premier dall'invio della fregata della marina militare al largo di Cipro, a quello dell'invio negli Emirati Arabi Uniti della batteria antimissile Samp/T e dei sistemi anti-drone in Kuwait e Qatar. Il presidente non si limita ad elogiare ma riconosce l'Italia quale alleato della Casa Bianca. Una promozione a pieni voti.
D'altro canto striglia con forza le altre cancellerie europee: "Ce ne ricorderemo, non abbiamo bisogno di gente che si unisce alle Guerre dopo che abbiamo già vinto!" dice laconico il presidente. Trump infatti non è soddisfatto degli altri partner europei, soprattutto di Londra e del premier Keir Starmer. Attriti che riportano indietro all'inizio della guerra con l'Iran. Trump aveva già largamente criticato Londra scrivendo sui propri social: "Il Regno Unito, una volta un nostro Grande Alleato, forse il più Grande di tutti, finalmente sta prendendo in seria considerazione di mandare due portaerei in Medio Oriente. Va bene, primo ministro Starmer, non ci servono più".
Toni del tutto simili a quelli riservati per la Spagna di Pedro Sánchez, con cui nelle ultime settimane la tensione è arrivata alle stelle tanto da far arrivare Washington a minacce di ritorsioni commerciali. Durante la prima uscita ai media italiani è stato ribadito il messaggio già espresso dal portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt: "Trump si aspetta la collaborazione da Paesi europei".
I love Italy, Meloni is a great leader. Trump praises the premier and dismisses London and Madrid.
Donald Trump praises Giorgia Meloni while dismissing London and Madrid. The U.S. President, speaking to Italian media on the pages of Corriere della Sera, lauds the Prime Minister and discusses the Middle East war. The tycoon, during his phone call with the newspaper on via Solferino, highlights the tense atmosphere with Palazzo Chigi during the recent crisis and the harmony that prevails with Rome. He approves of the Prime Minister’s strategy, including the deployment of the navy frigate off Cyprus, the deployment of the Samp/T missile battery in the United Arab Emirates and anti-drone systems in Kuwait and Qatar. The President not only praises but recognizes Italy as an ally of the White House. A full marks promotion.
On the other hand, he strongly reprimands other European capitals: “We’ll remember this, we don’t need people joining the Wars after we’ve already won!” the President says laconicly. Trump is not satisfied with other European partners, particularly London and Prime Minister Keir Starmer. Friction that harkens back to the beginning of the war with Iran. Trump had already heavily criticized London writing on his social media: “The United Kingdom, once our Greatest Ally, perhaps the Greatest of all, is finally seriously considering sending two aircraft carriers to the Middle East. Fine, Prime Minister Starmer, we don’t need you anymore.”
Tone entirely similar to those reserved for Spain’s Pedro Sánchez, with which tensions have reached fever pitch in recent weeks, leading Washington to threats of trade retaliation. During his first appearance to Italian media, the message already expressed by the White House spokesperson, Karoline Leavitt, was reiterated: “Trump expects collaboration from European countries.”
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